7 commenti su “Basta polemiche: vi racconto la storia del Natale.

  1. Assomiglia abbastanza a Vittorio Emanuele IV cioè al padre di Emanuele Filiberto dei giorni nostri per capirci (Cosimo II Medici il Vecchio), ma anche al tipo dell’ autonoleggio vicino alla Stazione se vogliamo 🙂

    Mah sai, leggendoti apprendo che Vangelo e Corano hanno delle comunanze anche se ovviamente per comune accordo tra gli studiosi, il Vangelo è di qualche secolo precedente tipo che è stato scritto in greco nel primo secolo d.C. e infatti l’Islam considera se stesso come una religione più moderna se così si può dire ed evoluta rispetto al Cristianesimo.
    Marx ci ha insegnato che esiste una falsa coscienza della morale. Non solo l’ideologia borghese ma dico io, ogni gruppo sociale si dota di una propria morale confacente ai propri fini. Le tue intenzioni sono belle e però siccome non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire, da parte di chi ha interessi in gioco è molto più comodo usare strumentalmente la religione piuttosto che ricercarne il comune messaggio etico. Le tre maggiori religioni monoteiste si basano pressoché sugli stessi testi. ….. insomma Lukacs nella sua “Estetica” parla di processo di disantropomorfizzazione riferendosi al fatto che Dio in tempi recenti tende a perdere il carattere di Padre o se vogliamo, Super Padre per smaterializzarsi sempre più in un’ idea, un energia, una luce e quindi se da un lato alcuni teologi dell’ Islam, nato nel VII secolo con la predicazione di Maometto, accusano il cristianesimo di essere una religione politeista dall altro lato L’Islam a me pare che con il divieto di rappresentare in modo figurato il divino, perda il ricco bagaglio di allegorie che fanno del cristianesimo un eccezionale veicolo di civilizzazione, coesione e pace sociale. Laddove per quel che ne capisco, l’Islamismo è idoneo al mantenimento di una struttura sociale semplice e gerarchizzata in modo strettamente piramidale, il cristianesimo assumendo la possibilità che l’individuo umano possa essere compenetrato dal divino porta un messaggio rivoluzionario in cui si afferma un forte rapporto individuale tra l’umano e il divino nel quale l’agire in Cristo può sovvertire il diritto nei rapporti gerarchici.
    Ora, nella stretta attualità, l’uso strumentale della religione di cui parlo qui sopra da parte del fondamentalismo islamico, ha le sue radici nella vendita di petrolio aggirando i Governi e/o con la tacita connivenza di questi (contrabbando). Più in generale il fondamentalismo rivendica, attraverso l’uso strumentale della religione, una “primazia” dell’ azione politica sui territori nei quali è diviso il mondo arabo calpestando accordi diplomatici nei quali, anche al fine di garantire stabilità, ha teso faticosamente, nel corso di secoli, a strutturasi l’economia-mondo. Ragionando semplicemente su come viene vissuto questo conflitto religioso nei sentimenti delle popolazioni, condivido in pieno la volontà di demistificare, come tu fai, l’azione ideologica di chi interessatamente vorrebbe creare delle divisioni ponendo in essere barriere razziali e culturali; tuttavia questioni come questa andrebbero analizzate con gli strumenti di una sociologia strutturalista che io credo sia ancora in gran parte da scrivere.

    • Ciao Giorgio!
      Che bello il tuo commento.
      Concordo con te. Il mio intervento comunque non voleva essere analitico ma solo provocatorio, sperando che capiti sotto gli occhi di qualche mente ottusa e la faccia riflettere un po’.
      Per il resto hai ragione tu, la storia è molto più complessa; ma addossare tutte le colpe alla religione è da dementi superficiali.

  2. Bene, brava, giusto: è importante demistificare ciò che nel sentimento delle popolazione porta all’odio e a barriere razziali.

    • È proprio quello che cerco di fare con il mio blog, ma purtroppo poco posso fare contro la disinformazione organizzata e sistematica dei grandi giornali e delle televisioni…

  3. Mi ero ripromesso di aggiungere una considerazione che ho chiarito a me stesso da poco a proposito del rapporto tra modernità e arcaismo delle due religioni (Islam/Cristianesimo) a confronto.
    Infatti se fino ad ora non trovavo gran che da eccepire alla pretesa di modernità dell’ Islam, ora mi pare che se consideriamo un’ altro aspetto dell’ evoluzione del sentimento religioso e cioè quello secondo il quale è plausibile che si sia passati da una remota antichità primitiva nella quale il rapporto col divino doveva essere gioco-forza un sentimento collettivo a tempi più recenti nei quali è ammesso un rapporto più stretto e individuale (e nel caso del Cristianesimo una vera e propria identificazione) a quel che ne so credo che l’ ispirazione del Corano di Maometto dall’ angelo Gabriele sia l’unico suo specifico atto individuale nel rapporto tra umano e divino; diversamente il Cristianesimo per il quale, lo ripeto, l’agire in Cristo e con Cristo è una delle più importanti dimostrazioni di Fede fa di questo rapporto individuale una costante restando così da questo punto di vista, una religione innovativa.

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